Stress lavoro-correlato: le nuove linee guida di Regione Lombardia e cosa cambia per le imprese

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Regione Lombardia ha recentemente approvato le nuove linee guida regionali sul rischio da stress lavoro-correlato, rivolte in particolare ai Medici Competenti ma con impatti rilevanti anche per le imprese e per tutti i soggetti coinvolti nel sistema di prevenzione aziendale.

Si tratta di un aggiornamento di rilievo che integra indicazioni regionali, nazionali ed europee, offrendo un quadro più strutturato per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato e per il corretto coordinamento tra datore di lavoro, medico competente e consulenti HSE.

In un contesto caratterizzato da trasformazioni organizzative, digitalizzazione e nuove modalità di lavoro, le linee guida rappresentano un riferimento concreto per affrontare in modo consapevole i rischi psicosociali e le loro ricadute sulla salute dei lavoratori e sull’organizzazione aziendale.

Stress lavoro-correlato e rischi psicosociali: il quadro normativo di riferimento

Lo stress lavoro-correlato non costituisce una patologia in sé, ma una condizione di esposizione a fattori organizzativi e gestionali che, se protratta nel tempo, può generare effetti negativi sulla salute psicofisica dei lavoratori e sull’efficienza dell’organizzazione.

In coerenza con l’Accordo Quadro Europeo del 2004 e con il D.Lgs. 81/2008, il rischio da stress lavoro-correlato è riconducibile a disfunzioni dell’organizzazione del lavoro, riferibili sia al contenuto del lavoro (carichi, ritmi, orari, compiti, ambiente e attrezzature) sia al contesto lavorativo (ruoli, relazioni, comunicazione, autonomia decisionale, sviluppo di carriera, conciliazione vita-lavoro).

Le linee guida ribadiscono che l’unica metodologia ufficiale per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato resta quella approvata nel 2010, già richiamata a livello nazionale.

L’evoluzione dei rischi psicosociali: digitalizzazione, lavoro da remoto e AI

Accanto ai fattori tradizionali, il documento introduce un’attenzione crescente ai rischi psicosociali emergenti, legati ai cambiamenti demografici e organizzativi e, in particolare, alla digitalizzazione dei processi di lavoro.

Lavoro da remoto, utilizzo intensivo di tecnologie ICT e applicazioni di intelligenza artificiale possono generare fenomeni di tecnostress, isolamento sociale, aumento dei carichi cognitivi e una progressiva confusione tra vita lavorativa e privata.

Pur muovendosi all’interno degli attuali requisiti normativi, le linee guida forniscono indicazioni operative e suggerimenti utili per promuovere la salute e il benessere organizzativo, senza introdurre nuovi obblighi non previsti dalla normativa vigente.

Eventi sentinella e criticità organizzative

Il documento richiama inoltre l’attenzione su fenomeni quali molestie, violenza, mobbing, stalking e bullismo. Sebbene riconducibili a comportamenti individuali illeciti e non sempre valutabili come rischio in senso stretto, tali eventi rappresentano segnali sentinella di criticità organizzative rilevanti.

Questi aspetti sono già stati affrontati nel Piano Mirato di Prevenzione di Regione Lombardia 2024, che ha evidenziato la necessità di un approccio strutturato e integrato alla gestione dei rischi di natura psicosociale.

Il ruolo del Medico Competente nella gestione del rischio stress lavoro-correlato

Le nuove linee guida ribadiscono il ruolo centrale del Medico Competente, che, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, collabora con il datore di lavoro:

  • nella valutazione del rischio da stress lavoro-correlato;
  • nell’individuazione delle misure di prevenzione e miglioramento;
  • nella lettura epidemiologica dei dati sanitari;
  • nella gestione dei casi individuali, nel rispetto della riservatezza e della normativa vigente.

 

Il contributo del Medico Competente diventa quindi un elemento chiave per rendere la valutazione del rischio uno strumento realmente utile e non un mero adempimento formale.

Sorveglianza sanitaria: cosa prevedono le linee guida

Le linee guida chiariscono che, allo stato attuale, la sorveglianza sanitaria per il rischio da stress lavoro-correlato non è obbligatoria.

Tuttavia:

  • il Medico Competente, durante le visite effettuate per altri rischi normati, può raccogliere dati anonimi e collettivi utili alla valutazione del rischio stress;
  • restano sempre possibili le visite su richiesta del lavoratore (art. 41 D.Lgs. 81/08), con eventuale invio a strutture specialistiche;
  • l’approccio deve essere preventivo e non medicalizzante, privilegiando interventi organizzativi e programmi di promozione della salute, come il Workplace Health Promotion (WHP).

Prevenzione del rischio stress lavoro-correlato: i tre livelli di intervento

La prevenzione del rischio stress lavoro-correlato si articola su tre livelli:

  • prevenzione primaria, focalizzata sull’organizzazione del lavoro e sul benessere organizzativo;
  • prevenzione secondaria, orientata all’individuazione precoce dei segnali di disagio e dei sintomi preclinici dello stress cronico;
  • prevenzione terziaria, rivolta alla gestione delle patologie stress-correlate una volta manifestatesi.

 

Le linee guida sottolineano inoltre l’importanza della collaborazione con i servizi territoriali di medicina del lavoro (U.O.O.M.L. delle A.S.S.T.) per la gestione dei danni da stress, che possono avere origini personali, sociali o organizzative.

Il supporto di Miller Group nella gestione del rischio stress lavoro-correlato

In questo scenario, Miller Group affianca le imprese come partner consulenziale HSE nella gestione strutturata del rischio da stress lavoro-correlato, supportandole:

  • nell’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) secondo le linee guida regionali sul rischio da stress lavoro-correlato;
  • nella corretta valutazione e gestione dei fattori di stress lavoro-correlato e dei rischi psicosociali;
  • nel coordinamento efficace con il Medico Competente, valorizzandone il ruolo all’interno del sistema di prevenzione;
  • nella definizione di misure organizzative e di prevenzione coerenti con il contesto aziendale.

 

L’obiettivo è trasformare la gestione dello stress lavoro-correlato da adempimento normativo a leva concreta di prevenzione, benessere organizzativo e sostenibilità nel tempo.

 

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