Iper-ammortamento 2026: come funziona e novità della misura

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L’iper-ammortamento 2026 entra in una fase decisiva. Il decreto attuativo è stato firmato il 4 maggio 2026 di concerto dal MIMIT e dal MEF, chiudendo la fase interministeriale dopo mesi di confronto tecnico.

Il provvedimento non è ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale: le informazioni oggi disponibili derivano dalle anticipazioni sul testo firmato e dovranno quindi essere confermate dopo il visto della Corte dei Conti e la pubblicazione ufficiale.

Per le imprese, tuttavia, il quadro che emerge è già rilevante: la misura conferma la struttura delle maggiorazioni, ma introduce novità operative importanti, tra cui l’esclusione dei software SaaS in cloud e l’aggiunta di comunicazioni periodiche obbligatorie al GSE.

Iper-ammortamento 2026: come funziona

L’iper-ammortamento 2026 prevede una maggiorazione del costo fiscalmente rilevante ai fini IRES/IRPEF per gli investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il paradigma 4.0. 

La maggiorazione opera esclusivamente ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing deducibili.

La misura si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

Decreto MIMIT-MEF firmato: le tempistiche di attuazione

Con la firma congiunta del 4 maggio, il decreto attuativo ha completato la fase interministeriale.

Restano ora alcuni passaggi necessari:

  • visto della Corte dei Conti;
  • decreto direttoriale per definire modulistica e apertura della piattaforma telematica del GSE;
  • pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

Secondo le previsioni ministeriali, l’intera sequenza dovrebbe richiedere circa un mese. Le prenotazioni per l’iper-ammortamento 2026 potrebbero quindi aprire entro i primi dieci giorni di giugno 2026.

Il ritardo nell’adozione del decreto ha però già inciso sulla pianificazione aziendale: l’incertezza prolungata ha spinto molte imprese a bloccare o rinviare i piani di investimento.

Le percentuali di maggiorazione confermate

Il decreto conferma la struttura delle aliquote dell’iper-ammortamento 2026, calcolate annualmente sulla base degli investimenti completati in ciascun periodo d’imposta:

  • +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • +100% per la quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro
  • +50% per la quota oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro 

 

Questa articolazione consente alle imprese di beneficiare di una deduzione fiscale progressiva in funzione dell’ammontare dell’investimento.

Software SaaS in cloud esclusi dal perimetro agevolabile

Una delle novità più rilevanti riguarda i software fruiti in cloud.

Secondo le anticipazioni sul testo firmato il 4 maggio, il decreto non conterrebbe il comma che, nelle bozze precedenti, avrebbe esteso il beneficio ai costi sostenuti a titolo di canone per l’accesso ai beni immateriali dell’Allegato V, includendo quindi la modalità as-a-service.

Se questa impostazione sarà confermata dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, i software SaaS resteranno fuori dal perimetro dell’iper-ammortamento 2026.

La specifica potrebbe eventualmente essere recuperata in sede di circolare operativa, ma la rimozione dal testo firmato sembra indicare una scelta precisa. Per le imprese che hanno costruito la propria trasformazione digitale su piattaforme cloud e applicativi in abbonamento, questa esclusione ridurrebbe sensibilmente la platea degli investimenti agevolabili.

Comunicazioni al GSE: tre fasi obbligatorie e due monitoraggi periodici

La procedura di accesso all’iper-ammortamento 2026 sarà articolata in tre fasi obbligatorie e sequenziali sulla piattaforma GSE:

  1. comunicazione preventiva;
  2. comunicazione di conferma dell’investimento, entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE, con attestazione dell’acconto pari ad almeno il 20% del costo di ciascun bene;
  3. comunicazione di completamento, entro il 15 novembre 2028.

 

A queste tre fasi si aggiungono due comunicazioni periodiche di monitoraggio della spesa pubblica:

  • entro il 20 gennaio di ciascun anno, l’impresa dovrà trasmettere i dati sugli investimenti effettuati, i costi sostenuti e la previsione di utilizzo del beneficio;
  • entro il successivo 30 giugno, dovrà trasmettere il piano di ammortamento con le quote dell’incentivo imputate per ciascun esercizio.

 

Il riferimento al 20 gennaio lascia ritenere che le comunicazioni di monitoraggio non si applichino agli investimenti del 2026, per i quali il termine risulterebbe già decorso. Anche questo punto dovrà però essere confermato dalla circolare operativa che il MIMIT emanerà con il decreto direttoriale.

Perizia tecnica asseverata obbligatoria per tutti gli investimenti

Un altro elemento rilevante riguarda la documentazione tecnica.

La perizia tecnica asseverata sarà obbligatoria per tutti gli investimenti, senza eccezioni per i beni di basso valore. Viene quindi meno l’autocertificazione che, in passato, era ammessa sotto determinate soglie.

Per le imprese, questo significa dover pianificare con attenzione non solo l’investimento, ma anche la relativa documentazione tecnica, per garantire coerenza, tracciabilità e corretta fruizione dell’agevolazione.

Clausola made in Europe: confermata la soppressione

Il decreto conferma la soppressione della clausola made in Europe.

I beni strumentali agevolabili non dovranno quindi più essere prodotti in uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo.

L’unica eccezione riguarda i moduli fotovoltaici, per i quali il vincolo di provenienza UE resterebbe in vigore nelle categorie previste dalla normativa.

Iper-ammortamento 2026: cosa devono valutare ora le imprese

L’iper-ammortamento 2026 resta una leva fiscale importante per sostenere gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e trasformazione tecnologica.

Allo stesso tempo, il decreto firmato rende evidente la necessità di un approccio più strutturato. Le imprese dovranno valutare con attenzione:

  • se gli investimenti programmati rientrano effettivamente nel perimetro agevolabile;
  • l’impatto dell’esclusione dei software SaaS in cloud;
  • la gestione delle comunicazioni obbligatorie al GSE;
  • la corretta predisposizione della perizia tecnica asseverata;
  • la pianificazione delle tempistiche, anche in vista dell’apertura delle prenotazioni prevista entro giugno 2026.

 

In un contesto in cui molti piani di investimento sono stati rallentati dall’incertezza normativa, diventa fondamentale agire con metodo, verificando requisiti, documentazione e sostenibilità fiscale del progetto.

Pianificare gli investimenti: il valore di un approccio integrato

Sfruttare al meglio l’iper-ammortamento 2026 significa non limitarsi alla sola lettura della norma, ma adottare una visione integrata tra strategia fiscale, pianificazione finanziaria e gestione operativa degli investimenti.

Un corretto approccio consente di:

  • individuare gli investimenti realmente agevolabili;
  • valutare in anticipo eventuali esclusioni, come quella relativa ai software SaaS in cloud;
  • strutturare correttamente comunicazioni, perizie e documentazione;
  • evitare criticità in fase di controllo;
  • massimizzare il ritorno fiscale degli investimenti.

 

L’approccio consulenziale di Miller Group in ambito Tax & Finance consente di trasformare l’agevolazione in una leva concreta di crescita, supportando le imprese lungo tutto il processo: dall’analisi iniziale alla gestione operativa, fino al presidio documentale.

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