Nel 2026 la gestione della sicurezza aziendale entra in una nuova fase evolutiva.
La Legge annuale sulle PMI introduce interventi che puntano a semplificare gli adempimenti per le imprese e, allo stesso tempo, a rafforzare la tutela dei lavoratori.
Per le PMI, questo cambiamento è prima di tutto operativo: significa rivedere processi, responsabilità e strumenti in ottica di compliance, prevenzione e gestione efficace del lavoro agile.
È importante però evidenziare che molte delle novità introdotte rappresentano indirizzi normativi e sviluppi in corso di attuazione, più che obblighi già pienamente operativi.
Cosa devono fare concretamente le PMI
Alla luce delle novità introdotte, le imprese sono chiamate fin da subito a:
- verificare l’allineamento della formazione rispetto ai nuovi scenari (in particolare per lavoratori in CIG);
- aggiornare e tracciare la gestione dell’informativa per il lavoro agile;
- valutare l’adeguatezza del proprio sistema di gestione della sicurezza in ottica organizzativa;
- predisporre sistemi di tracciabilità documentale a supporto della compliance.
Sicurezza sul lavoro nelle PMI: modelli semplificati in fase di sviluppo
Uno dei principali interventi riguarda i Modelli di organizzazione e gestione (MOG) in materia di salute e sicurezza.
La normativa prevede che l’INAIL elabori modelli semplificati specifici per microimprese e PMI, definiti in collaborazione con le organizzazioni datoriali e sindacali.
Si tratta però di uno sviluppo ancora in fase di attuazione: i modelli operativi dovranno essere definiti nei prossimi mesi.
L’obiettivo della Legge annuale sulle PMI è applicare il principio di proporzionalità: gli adempimenti in materia di sicurezza vengono adattati alla dimensione aziendale, riducendo la complessità burocratica ma mantenendo elevati standard di prevenzione.
Questo orientamento segnala una direzione chiara del legislatore: semplificare gli strumenti, ma rafforzare la responsabilità organizzativa delle imprese.
Formazione sicurezza sul lavoro: aspetti già applicabili
Un altro elemento centrale riguarda la formazione.
Tra le novità con impatto più immediato, nell’ambito delle politiche attive del lavoro e in coordinamento con gli strumenti di sostegno al reddito, rientra l’estensione dell’obbligo di formazione sulla sicurezza anche ai lavoratori in cassa integrazione (CIG), sia in caso di sospensione che di riduzione dell’attività.
Questo introduce un cambio di paradigma: la formazione diventa continua e parte integrante del percorso professionale.
Il lavoratore che rifiuta di partecipare ai corsi perde il diritto al sostegno al reddito; l’addestramento, ove previsto, mantiene natura pratica e può essere supportato anche da moderne tecnologie di simulazione in ambiente reale o virtuale.
Questo implica per le aziende una maggiore responsabilità nella pianificazione e nella tracciabilità dei percorsi formativi, anche nei periodi di sospensione dell’attività lavorativa.
Smart working e sicurezza sul lavoro: obblighi e rafforzamento dell’informativa
La legge interviene anche sul tema dello smart working e sicurezza sul lavoro.
In questo ambito, più che introdurre obblighi completamente nuovi, il legislatore rafforza e chiarisce obblighi già esistenti, in particolare legati all’informativa sui rischi.
Quando il lavoro viene svolto fuori dai locali aziendali, il datore di lavoro deve fornire annualmente:
- un’informativa sui rischi generali;
- un’analisi dei rischi specifici del lavoro agile;
- indicazioni sui rischi legati ai videoterminali.
Non è quindi sufficiente predisporre l’informativa ma è necessario dimostrarne l’effettiva consegna e aggiornamento nel tempo.
Questo rafforza il principio di prevenzione anche nei contesti non direttamente controllati dall’azienda.
Il modello si basa su una responsabilità condivisa tra impresa e lavoratore.
Tracciabilità e sanzioni: cosa cambia davvero
Un aspetto rilevante riguarda la tracciabilità degli adempimenti.
Le imprese devono essere in grado di dimostrare l’avvenuta consegna dell’informativa e conservarne evidenza documentale.
Le sanzioni richiamate si inseriscono nel quadro già previsto dal D.Lgs. 81/2008, ma il legislatore ne rafforza l’attenzione in relazione al lavoro agile.
La compliance diventa quindi sostanziale e verificabile, con un focus crescente sulla capacità dell’azienda di dimostrare l’effettiva applicazione delle misure di prevenzione, inoltre il focus si sposta quindi dalla mera presenza dei documenti alla capacità dell’azienda di dimostrarne l’effettiva applicazione.
Un approccio integrato alla sicurezza
Le novità introdotte dalla Legge annuale sulle PMI evidenziano una direzione chiara: semplificare gli adempimenti formali, ma rafforzare la responsabilità organizzativa delle imprese.
Per le aziende, questo significa adottare un approccio più integrato che colleghi:
- sicurezza aziendale;
- formazione continua;
- gestione dello smart working;
- sistemi di controllo e documentazione.
La sicurezza diventa così una leva strategica per migliorare organizzazione, efficienza e competitività.
Richiedi una consulenza dedicata
Le novità introdotte dalla normativa richiedono un approccio strutturato e aggiornato.
Per approfondire l’impatto delle nuove disposizioni e valutare il corretto adeguamento per la tua azienda, puoi richiedere una consulenza dedicata:
- scrivendo a Luca Caffi | Senior Safety Consultant – luca.caffi@millergroup.it
- chiamando il 02.367.624.90


