Per molte PMI la certificazione non è soltanto un adempimento, ma un vero requisito di accesso al mercato. Aerospazio, automotive, dispositivi medici, energia e altri settori regolamentati richiedono standard tecnici senza i quali l’impresa non può qualificarsi come fornitore o partecipare alle filiere più strutturate.
Regione Lombardia sostiene questi percorsi con un contributo a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 220.000 euro per impresa.
La misura è già aperta e dispone di 11 milioni di euro. Le domande vengono esaminate mediante una procedura valutativa a sportello, seguendo l’ordine cronologico di presentazione.
La misura in sintesi
- beneficiari: micro, piccole e medie imprese;
- territorio: sede operativa interessata dal progetto in Lombardia;
- investimento minimo: 70.000 euro;
- contributo: 70% delle spese ammissibili;
- contributo massimo: 220.000 euro;
- dotazione: 11 milioni di euro;
- apertura: 28 luglio 2026;
- scadenza: 30 dicembre 2027, salvo esaurimento delle risorse;
- procedura: valutativa a sportello, in ordine cronologico.
Quali settori e certificazioni sono interessati
Aerospazio
Tra gli standard previsti rientrano:
- AS/EN 9100;
- NADCAP;
- EASA Part 21 e relative qualifiche;
- compliance DO-178C e DO-254.
Questi percorsi possono consentire la qualificazione di fornitori, processi produttivi, attività di progettazione, manutenzione e sviluppo di sistemi avionici.
Dispositivi medici
Sono comprese certificazioni e approvazioni come:
- ISO 13485;
- MDR 2017/745;
- FDA 21 CFR 820.
Consentono alle imprese di accedere ai mercati regolamentati europeo e statunitense dei dispositivi medici.
Automotive
Tra gli standard previsti:
- IATF 16949;
- ISO 26262.
Riguardano la qualificazione dei fornitori automotive e la sicurezza funzionale di sistemi e componenti.
Chimica e processi industriali
Possono rientrare:
- ATEX;
- IEC 61511;
- Responsible Care.
Sono percorsi connessi alla sicurezza degli impianti, dei prodotti e alla gestione dei rischi di processo.
Energia e infrastrutture critiche
Tra le certificazioni previste:
- IEC 61508;
- IEC 62443.
Quest’ultima assume particolare rilevanza per la cybersecurity industriale e la protezione dei sistemi di automazione e controllo.
Nucleare
La misura comprende standard e qualifiche quali:
- ASME Section III;
- RCC-M;
- ISO 19443.
Sono requisiti utilizzati per qualificare componenti, processi e fornitori destinati alla filiera nucleare.
Oil & Gas
Possono rientrare, tra le altre:
- API Q1;
- API Q2;
- ISO 29001;
- standard specifici indicati dalla misura
Cybersecurity e ICT
Sono previste certificazioni per prodotti e sistemi digitali critici, tra cui:
- Common Criteria – ISO 15408;
- EUCC;
- ISO 27017;
- ISO 27018.
L’elenco è tassativo: prima di costruire il progetto occorre verificare che la certificazione scelta sia espressamente prevista dal bando.
3. Inserimento nei mercati esteri
Questo strumento supporta programmi strutturati per entrare o consolidarsi in uno o più Paesi esteri.
Può finanziare l’apertura o il potenziamento di strutture commerciali, uffici, showroom, negozi, centri di assistenza e altre iniziative necessarie a presidiare direttamente un mercato.
È indicato per le imprese che hanno già individuato un Paese obiettivo e dispongono di un piano commerciale credibile, con investimenti, tempi e risultati attesi chiaramente definiti.
Non tutte le certificazioni sono finanziabili
Il bando non finanzia certificazioni aziendali generiche o percorsi ordinari di mantenimento.
L’obiettivo è sostenere certificazioni industriali avanzate, approvazioni regolatorie e qualifiche tecniche che rappresentano un prerequisito per operare in specifici settori o diventare fornitori di determinate filiere.
Non rientrano quindi, in via generale, certificazioni come:
- ISO 9001;
- ISO 14001;
- ISO 45001;
- rinnovi e mantenimenti di certificazioni già possedute.
Prima di predisporre la domanda è necessario verificare che la certificazione individuata sia espressamente compresa tra quelle previste e che abbia un collegamento concreto con la filiera alla quale l’impresa intende accedere.
Quali spese sono ammissibili
Il progetto può comprendere i costi strettamente collegati al conseguimento della certificazione, dell’approvazione o della qualifica tecnica, tra cui:
- compensi degli enti certificatori;
- consulenza specialistica;
- predisposizione della documentazione tecnica;
- test e prove di laboratorio;
- validazioni tecniche;
- servizi di sostegno all’innovazione;
- formazione del personale coinvolto nei processi certificati.
La formazione deve essere funzionale al percorso di qualificazione e non rappresentare un’attività generica o separata.
Quanto può ottenere l’impresa
Il contributo copre il 70% delle spese ammissibili, entro il limite massimo di 220.000 euro.
Esempio 1: progetto alla soglia minima
- investimento ammissibile: 70.000 euro;
- contributo: 49.000 euro;
- quota a carico dell’impresa: 21.000 euro.
Esempio 2: percorso industriale intermedio
- investimento ammissibile: 200.000 euro;
- contributo: 140.000 euro;
- quota a carico dell’impresa: 60.000 euro
Esempio 3: raggiungimento del massimale
Con un progetto ammissibile di circa 314.286 euro, il contributo raggiunge il tetto di 220.000 euro. Le spese eccedenti rimangono interamente a carico dell’impresa.
Chi può presentare la domanda
Possono partecipare le PMI regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese.
La sede operativa oggetto dell’intervento deve trovarsi in Lombardia. È ammessa anche l’impresa che intenda costituirla, purché la sede sia attivata entro il termine previsto per l’erogazione dell’agevolazione.
L’impresa deve inoltre rispettare i requisiti previsti dal regime di aiuto applicabile e non trovarsi nelle condizioni di esclusione indicate dal bando.
Perché non conviene partire dalla certificazione
Una certificazione industriale avanzata può richiedere modifiche ai processi, nuove competenze, test, documentazione tecnica e adeguamenti organizzativi.
Prima di presentare la domanda, l’impresa dovrebbe quindi verificare:
- quale filiera o cliente intende raggiungere;
- quale certificazione rappresenta il requisito di accesso;
- il livello di maturità tecnica e organizzativa attuale;
- gli interventi necessari per colmare il divario;
- i tempi realistici del percorso;
- i soggetti tecnici da coinvolgere;
- i costi di consulenza, laboratorio, formazione e certificazione;
- la sostenibilità finanziaria della quota non coperta;
- gli effetti commerciali attesi.
Un progetto forte non afferma soltanto “vogliamo ottenere una certificazione”, ma spiega quale mercato potrà essere raggiunto, quali clienti potranno essere serviti e come l’investimento rafforzerà la competitività dell’impresa.
Un esempio concreto
Un produttore di componenti meccanici vuole entrare nella supply chain di operatori aerospaziali. Il progetto può comprendere:
- assessment iniziale;
- revisione dei processi produttivi;
- predisposizione della documentazione tecnica;
- formazione del personale;
- prove e validazioni;
- consulenza specialistica;
- percorso di certificazione AS/EN 9100.
La domanda dovrà collegare queste attività alla strategia industriale dell’impresa, dimostrando che la certificazione costituisce un requisito effettivo per l’accesso alla filiera aerospaziale.
Il supporto di Miller Group
Miller Group può affiancare l’impresa nella costruzione complessiva del progetto:
- analisi preliminare dell’ammissibilità;
- individuazione della certificazione coerente con la filiera obiettivo;
- valutazione del percorso tecnico e organizzativo;
- costruzione del budget;
- predisposizione della domanda;
- coordinamento dei soggetti specialistici coinvolti;
- gestione delle integrazioni e della rendicontazione.
L’obiettivo non è finanziare un attestato, ma accompagnare l’impresa verso una nuova posizione competitiva all’interno della filiera.
La tua impresa sta valutando una certificazione richiesta da clienti, mercati regolamentati o grandi committenti?
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