La Legge di Bilancio 2026 interviene in modo diretto su uno degli strumenti di welfare aziendale più utilizzati: i buoni pasto elettronici.
A partire dal 1° gennaio 2026, il limite di esenzione fiscale e contributiva per i ticket restaurant elettronici è salito da 8 a 10 euro al giorno, con un incremento di 2 euro giornalieri che incide in modo concreto sul potere d’acquisto dei lavoratori e sulla pianificazione dei costi aziendali.
La misura si inserisce nel più ampio quadro di interventi della manovra volti alla riduzione del cuneo fiscale e alla valorizzazione del welfare come leva di equilibrio tra sostenibilità economica e attrattività dell’impresa.
Buoni pasto elettronici 2026: cosa cambia dal 1° gennaio
Con la Legge di Bilancio 2026 viene modificato l’art. 51, comma 2, lettera c) del TUIR, innalzando a 10 euro giornalieri il limite di esenzione per le prestazioni sostitutive delle somministrazioni di vitto rese in forma elettronica.
Resta invece invariato il limite di esenzione per i buoni pasto cartacei, che continua a essere fissato a 4 euro al giorno.
Nessuna modifica è prevista, inoltre, per la platea dei beneficiari o per le regole applicabili in caso di superamento dei limiti di esenzione: la quota eccedente continua a essere assoggettata a imposizione fiscale e contributiva.
Esenzione fiscale a 10 euro: perché è una leva strategica per le aziende
L’aumento del limite di esenzione dei buoni pasto elettronici 2026 rafforza il ruolo di questo strumento come elemento centrale delle politiche di welfare aziendale.
Dal punto di vista delle imprese, l’innalzamento a 10 euro consente di riconoscere un beneficio economico maggiore ai lavoratori senza incrementare il costo del lavoro lordo. Dal lato dei dipendenti, l’effetto è un aumento immediato del valore netto percepito, con un impatto positivo sul potere d’acquisto quotidiano.
In un mercato del lavoro sempre più competitivo, la possibilità di intervenire su benefit fiscalmente efficienti rappresenta una leva concreta di retention, engagement e attrattività dell’organizzazione.
Buoni pasto elettronici e disciplina fiscale: le conferme
Accanto alla novità principale, la Legge di Bilancio 2026 conferma integralmente la disciplina fiscale e operativa dei buoni pasto.
In particolare:
- i buoni pasto devono essere erogati alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee;
- non sono cedibili, né cumulabili oltre il limite di otto buoni;
- non sono commercializzabili né convertibili in denaro;
- sono utilizzabili esclusivamente dal titolare e per l’intero valore facciale.
Il mancato rispetto del requisito di omogeneità comporta la perdita dell’esenzione, con conseguente imponibilità dell’intero valore del buono dal punto di vista fiscale e previdenziale.
Buoni pasto elettronici 2026 e lavoro agile
Un ulteriore aspetto rilevante riguarda la compatibilità dei buoni pasto con il lavoro agile. La normativa conferma che i buoni pasto possono essere riconosciuti anche per le giornate di lavoro da remoto, a condizione che ciò sia previsto dall’accordo individuale che disciplina la modalità di lavoro agile.
Il beneficio è inoltre riconosciuto indipendentemente dalla presenza di una pausa pranzo formale e per ogni giorno effettivamente lavorato, rafforzando la flessibilità organizzativa senza penalizzazioni fiscali.
Cosa valutare ora: indicazioni operative per le imprese
L’aumento dell’esenzione fiscale a 10 euro impone alle aziende una riflessione strutturata sulle politiche di welfare e sulla configurazione dei benefit in essere.
In particolare, è opportuno valutare:
- l’eventuale migrazione dai buoni cartacei a quelli elettronici;
- l’adeguamento del valore facciale dei ticket;
- la coerenza delle policy interne con i requisiti di omogeneità;
- l’integrazione dei buoni pasto con altri strumenti di welfare aziendale.
Affrontare questi aspetti in modo coordinato consente di trasformare una novità normativa in una leva di efficienza fiscale e organizzativa.
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