Dalle agevolazioni sul lavoro agli incentivi per software e beni strumentali: le misure da monitorare e le verifiche da avviare prima di chiudere il budget 2027.
La preparazione del budget 2027 si intreccia con le prime indicazioni sulla legge di bilancio 2027. Le proposte riguardano il prelievo fiscale, le assunzioni, la remunerazione dei dipendenti e gli strumenti per sostenere gli investimenti.
Per imprenditori e manager, la domanda è concreta: quali novità potrebbero incidere sui costi, sulle decisioni di investimento e sulla liquidità dell’azienda?
Il disegno di legge di bilancio 2027 deve ancora essere esaminato dal Parlamento. Importi, requisiti e decorrenze potranno quindi cambiare: le anticipazioni sono utili per preparare le valutazioni, ma non equivalgono ad agevolazioni già disponibili.
Manovra 2027 e fisco: attenzione a redditi, regime forfetario e liquidità
Tra le principali proposte figura l’estensione dello scaglione IRPEF al 33% fino a 55.000 euro, rispetto al limite di 50.000 euro. Il beneficio teorico massimo sarebbe pari a 500 euro annui, prima di considerare gli effetti della situazione fiscale individuale.
Per professionisti e imprenditori individuali viene prospettato l’aumento a 100.000 euro della soglia di ricavi o compensi per il regime forfetario. La soglia di esenzione IVA resterebbe invece a 85.000 euro, con modalità da chiarire nel testo normativo e nel confronto europeo.
La convenienza andrà valutata considerando insieme imposte, contributi, costi effettivi e gestione dell’IVA. Il solo aumento della soglia non basta a stabilire quale regime sia più vantaggioso.
Le anticipazioni richiamano inoltre una possibile ritenuta sui pagamenti tra imprese e interventi sulle compensazioni dei crediti fiscali. Sono aspetti da seguire perché potrebbero modificare tempi e disponibilità degli incassi. In assenza dei dettagli, non è ancora possibile quantificarne l’impatto.
Assunzioni e retribuzioni: distinguere risparmio fiscale e costo aziendale
Sul lavoro, il quadro prospettato comprende la proroga degli incentivi alle assunzioni e un rafforzamento della maggiorazione del costo deducibile per alcune categorie, tra cui giovani e lavoratrici madri.
È una distinzione importante: una maggiore deduzione riduce il reddito imponibile, mentre un esonero contributivo interviene sui contributi dovuti. I due strumenti hanno effetti e condizioni differenti e non devono essere confusi con un rimborso diretto del costo del dipendente.
Sono inoltre annunciate agevolazioni sugli aumenti retributivi, sui premi di produttività e sui fringe benefit, con particolare attenzione ai lavoratori più giovani.
Per le imprese che prevedono assunzioni o revisioni salariali, la valutazione dovrebbe partire da tre elementi:
- costo complessivo del rapporto di lavoro;
- requisiti di accesso ed eventuale cumulabilità delle agevolazioni;
- beneficio netto per il dipendente e sostenibilità per l’azienda.
Prima di inserire un risparmio nel budget sarà necessario verificare la disciplina approvata e le relative condizioni applicative.
Investimenti digitali: nuovo credito per il cloud, dettagli ancora da definire
Tra le novità prospettate compare un credito d’imposta per i software utilizzati in modalità cloud, destinato a sostenere una tipologia di spesa sempre più presente nei progetti di digitalizzazione.
Nei documenti disponibili non sono ancora definiti aliquota, massimali e perimetro delle spese ammissibili. Non è quindi possibile attribuire oggi un beneficio certo all’acquisto di un gestionale, di una piattaforma o di un abbonamento software.
Per prepararsi, conviene distinguere fin da subito licenze, canoni, servizi di implementazione, integrazioni e formazione: la composizione della spesa sarà determinante per verificare quali costi potranno rientrare nell’incentivo.
Le anticipazioni non includono inoltre la proroga dell’iperammortamento discussa nelle settimane precedenti. Le imprese dovrebbero quindi programmare gli investimenti sulla base delle scadenze applicabili, senza considerare acquisiti eventuali allungamenti dei termini.
ZES e Agricoltura 4.0: opportunità da valutare sul progetto concreto
Per gli investimenti nel Mezzogiorno viene prospettato un rafforzamento delle risorse del credito d’imposta ZES unica, con una dotazione complessiva indicata in 2,4 miliardi di euro per il 2027.
Per le imprese interessate, la verifica deve partire dalla localizzazione della struttura produttiva, dalla natura del progetto e dai beni da acquistare. Lo stanziamento complessivo non coincide con il contributo spettante alla singola azienda.
È inoltre previsto un rafforzamento del credito d’imposta Agricoltura 4.0 e un’estensione temporale della misura. Anche in questo caso occorrerà verificare operatività, disposizioni attuative e compatibilità con altri incentivi.
Il progetto deve risultare sostenibile anche nei tempi di pagamento e di utilizzo del beneficio: un credito d’imposta non sostituisce automaticamente la liquidità necessaria per realizzare l’investimento.
Immobili e bonus edilizi: possibili conferme e nuove ipotesi
La Manovra prospetta il mantenimento per il 2027 delle aliquote del 50% e del 36% per i principali bonus edilizi, secondo i requisiti previsti, e la proroga del bonus mobili.
Sono inoltre richiamate possibili modifiche alla cedolare secca e ulteriori interventi sull’efficientamento energetico. Questi ultimi richiedono particolare attenzione, perché alcune ipotesi dipendono ancora da successive decisioni.
Per proprietari e operatori del settore, prima di assumere impegni sarà necessario verificare beneficiario, immobile, intervento, data della spesa e capacità di utilizzare la detrazione.
Cosa fare adesso, prima di chiudere il budget
L’attesa dell’approvazione definitiva può essere utilizzata per preparare i dati necessari alle decisioni.
Le priorità sono:
- Aggiornare il piano delle assunzioni, indicando profili, tempi di ingresso e costo complessivo.
- Ordinare gli investimenti previsti, distinguendo beni, software, servizi e localizzazione.
- Separare i benefici già applicabili da quelli ancora proposti, costruendo scenari diversi.
- Verificare il fabbisogno di cassa, considerando quando il beneficio fiscale potrà essere effettivamente utilizzato.
- Predisporre documenti e preventivi, per arrivare pronti quando saranno definiti requisiti e procedure.
La legge di bilancio 2027 può modificare la convenienza di alcune scelte. Il punto di partenza resta però un piano coerente tra obiettivi aziendali, investimenti, personale e risorse finanziarie disponibili.
Miller Group affianca le imprese nella valutazione delle misure applicabili e del loro impatto sul budget, collegando analisi fiscale, costo del personale, incentivi e pianificazione finanziaria.
Articolo aggiornato al 30 ottobre 2026 sulla base delle prime informazioni disponibili. Le misure descritte sono soggette all’iter parlamentare e, dove previsto, ai successivi provvedimenti attuativi.


